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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 04/01/2012 @ 23:21:48, in News & Articoli, linkato 579 volte)
È allarme mutui in Italia. A lanciarlo sono le associazioni dei consumatori che denunciano la difficoltà delle famiglia italiane nel sostenere le rate dei prestiti a tasso variabile che continuano ad aumentare. Una disperazione che a volte sfocia in tragedia: un operaio, a Tolentino, si è tolto la vita, forse perchè non ce la faceva piú a pagare le rate alle banche. L'Adusbef parla di una crescita dei pignoramenti del 19%. E intanto il prezzo delle abitazioni negli ultimi 3 anni è aumentato del 26,5%. Il parere di Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori. Articolo di Vincenzo Clemeno
 

LA CRISI dell’EUROPA e dell’EURO

PRESO ATTO:

A)- CHE, come noto a tutti, a suo tempo la Lira Italiana fu considerata la moneta peggiore di tutte le 17 del Paniere dell’Euro, cioè la più svalutata ( ancora inferiore alla dracma greca, alla lira Irlandese, al franco belga e quant’altro );

B)- CHE, da una accurata verifica, sui 112 STATI più importanti del mondo, L’ITALIA risulta essere - in assoluto - il terzo paese a detenere riserve in oro, pari a 2452 tonnellate.
Tuttavia pochi sanno che il 72% di detta quantità, cioè 1766 tonnellate, non si trovano nei caveaux blindati della BANCA D’ITALIA, ma nelle RISERVE AUREE INTERNAZIONALI (Inghilterra, Stati Uniti, altrove).  In sostanza i politici non solo hanno svenduto la lira ad un prezzo poco dignitoso, ma anche hanno dato a terzi la gestione di ciò che gli ITALIANI avevano ed hanno di più “ caro ”;

C)- CHE non è possibile prendere in considerazione il ritorno alle monete anti 2002 ( lira, marco, franco francese ecc.) non solo per l’ITALIA, priva della gestione diretta delle proprie risorse auree, ma anche per le altre Nazioni dalla sana economia consolidata come la GERMANIA. Infatti quest’ultima , possedendo diversi titoli del debito pubblico di altri STATI dell’EUROLANDIA, incontrerebbe difficoltà nel coordinare lo svolgimento delle passività incrociate tra i diversi paesi. Nella fattispecie, poi, è razionale e conseguenziale prevedere la nascita di un contezioso senza fine nel tentativo di dare un equo controvalore ai debiti pubblici e societari posseduti.

D)- CHE, data la profonda crisi persistente in cui da tempo persistono L’EUROPA & L’EURO, accreditati economisti europei e internazionali, fra cui il Prof. Edward HUGH, al fine della sopravvivenza dell’U.E., evidenziano la reale possibilità di suddividere gli Stati Europei in due zone, istituendo - nel contempo - la suddivisione dell’EURO in due valute. La prima zona capeggiata dalla GERMANIA con FRANCIA/AUSTRIA e paesi dalle sane economie << moneta: 1 euro pari ad un dollaro >>. La seconda con ITALIA/SPAGNA/PORTOGALLO << moneta: un euro pari a dollari 1.80, cioè un euro svalutato >>. I paesi più dissestati, ormai irrecuperabili e fuori controllo, come Grecia e Irlanda, potrebbero uscire completamente dall’Eurozona. Da quanto sopra preso atto: scaturisce la relazione finale.

RELAZIONE FINALE
TUTTE le risoluzioni che possono essere adottate e realizzate dall’ EUROPA e dai vari STATI componenti l’ U.E., ivi compresi anche gli STATI UNITI d’ AMERICA, sono effettivamente utili solo se si vorrà salvare sempre e comunque la PRODUTTIVITA’.
Ciò significa che, contemporaneamente a qualsiasi convincente disposizione politico/social/economica messa in atto, si devono aiutare le IMPRESE, quelle legalmente costituite per gestire la PRODUZIONE e conseguentemente l’OCCUPAZIONE. Quanto detto al fine di far fronte ad una concorrenza sleale, senza regole, economicamente dannosa per le casse erariali, e nel contempo difendendo anche il capitale sociale delle stesse aziende da possibili giochi speculativi. E come? Semplicemente in due modi:

IL PRIMO , disciplinando con precise regole l’enorme flusso indiscriminato delle merci d’ importazione quasi tutte contraffatte, ivi compresa non solo la sicurezza dei Porti Europei contro lo scarico indiscriminato e incommensurabile delle merci contraffatte , ma anche nei confronti di una immigrazione clandestina, che quasi sempre porta ricchezza soltanto a scafisti senza scrupoli

IL SECONDO, eliminando tutte le operazioni speculative delle varie BORSE EUROPEE e degli USA, che danneggiano le società quotate in borsa, quelle dotate di contabilità corretta e trasparente. Ciò significa vietare in via definitiva tutte le operatività allo scoperto, i derivati, i contratti a termine, i cui virtuali SALDI CARTACEI di compra/vendita merci ( esempio dei prodotti petroliferi, dei cereali ecc. ) superano di gran lunga l'ammontare mondiale complessivo dei prodotti estratti o “ finiti ”. Oltre a ciò, dalla soppressione, non va trascurato quant’altro di speculativo ben conosciuto ai fantasiosi discutibili operatori di borsa ed alle Istituzioni Governative Preposte al loro controllo, anche al fine di evitare il sospetto di una possibile connivenza. Se non si tiene in considerazione quanto testé fatto presente, allora ogni tentativo messo in atto dagli USA e dalle varie ISTITUZIONI EUROPEE, anche se coraggioso, illuminato e in buona fede, giocoforza e a gioco lungo, si rivelerà velleitario e di nessuna efficacia. Non ci credete ? Ebbene allora, seduti sulla sponda del fiume, come veronese parlo dell’’Adige, da uno tsunami socio/politico/borsistico, ormai razionalmente consolidatosi in corsi e ricorsi di circa tre anni in tre anni, si perverrà tra qualche anno al definitivo default ( leggesi bancarotta ) dell’U.E. e alla definitiva scomparsa dell’EURO. Anche i noti “ eurobond ”, considerati “ ultima spiaggia ” per la salvezza di qualche STATO dell’U.E., troveranno una propria discarica.

RELATORE:
Cav. Rodolfo ZANCHETTA
ADDETTO PUBBLICHE RELAZIONI CONSUMATORI EUROPEI
045/8032196
E-mail: rudyzeta[at]gmail.com

 
Di Admin (del 10/11/2011 @ 11:04:49, in Conferenza Stampa, linkato 554 volte)
FISCO: NUOVA ONDATA DI CARTELLE PAZZE.

IN ARRIVO PIÙ DI 600.000 CARTELLE PAZZE: TERRORE FRA I CONTRIBUENTI.

Relativamente all'attività di riscossione in Italia, i dati resi noti in questi mesi dalle varie agenzie di stampa risultano a dir poco preoccupanti. Su 1,5 milioni di cartelle esattoriali notificate agli italiani per multe automobilistiche, Ici, diritti camerali, Tarsu, Irpef, Iva, Inps etc... ben oltre il 40% sono da considerarsi "pazze", cioè sbagliate, perchè gli importi non sono dovuti oppure sono dovuti in misura inferiore.
La denuncia arriva da varie associazioni di contribuenti e consumatori (tra cui l'Associazione Consumatori Europei) che rileva come il fenomeno abbia colpito più di 600 mila cittadini in regola. È emerso in queste ultime settimane, infatti, come il fenomeno delle “cartelle pazze si sia registrato un po’ in tutta Italia anche se i casi più clamorosi sono da registrarsi a Roma con 54.600 "cartelle pazze" seguita da Napoli, Milano, Genova e Torino. Chiudono Campobasso ed Isernia rispettivamente con 15.100 e 6.200 avvisi. Purtroppo ciò che allarma maggiormente è che tra le vittime figurano a volte anche minorenni, disabili e addirittura persone decedute. Situazione, questa, da considerarsi sicuramente paradossale considerando il continuo reiterarsi di tali vessazioni in dispregio delle più elementari norme costituzionali e tributarie. In attesa dei dovuti provvedimenti, l'Associazione Contribuenti Europei ha attivato un proprio servizio di consulenza (telefono +39-045-810-4151) gratuito per gli associati che vogliono conoscere tutte le modalità per far valere i propri diritti.
 
L'indicazione del responsabile del procedimento costituisce un requisito fondamentale della cartella la cui mancanza ne comporta l'illegittimità. Ciò è quanto emerge da un'ordinanza del 9 novembre scorso della Corte Costituzionale, la quale ha dichiarato che "l'obbligo imposto ai concessionari di indicare nelle cartelle di pagamento il responsabile del procedimento, lungi dall'essere un inutile adempimento, ha lo scopo di assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa, la piena informazione del cittadino e la garanzia del diritto di difesa, che sono altrettanti aspetti del buon andamento e dell'imparzialità della pubblica amministrazione predicati dall'art. 97, primo comma, della Costituzione".
Posizione, questa, in contrasto con quanto sostenuto dalla Commissione tributaria regionale di Venezia la quale, rimettendo la questione alla Corte, dichiarava che "l'attività svolta dai concessionari della riscossione al fine di formare la cartella non pare configurabile come un vero e proprio procedimento".
È importante, quindi, come la Corte abbia voluto chiarire l'applicazione dello Statuto dei diritti del contribuente (Legge 27 luglio 2000 n.212) anche alla riscossione ribadendo l'obbligo di indicazione del responsabile ai concessionari "in quanto soggetti privati cui compete l'esercizio di funzioni pubbliche".
D'altronde, la situazione non poteva essere diversa in quanto basta osservare le disposizioni contenute nel Capo I della Legge 7 agosto 1990, n.241 dove sono indicati i principi generali in materia di procedimento amministrativo e a cui l'ordinanza stessa si ricollega. In esse, infatti, si chiarisce come siano parificate alle amministrazioni pubbliche le Regioni, le Province, i Comuni e tutti gli enti che gestiscono servizi pubblici o di pubblica utilità.
Tra questi soggetti sono compresi anche i concessionari del servizio nazionale di riscossione per i quali, a seguito dell'introduzione del comma 1-ter nell'articolo 1 della predetta legge, è previsto che "i soggetti privati preposti all'esercizio di attività amministrative assicurano il rispetto dei principi di cui al comma 1".
Principi che, come è noto, riguardano la modalità di svolgimento dell'attività amministrativa la quale deve necessariamente perseguire "i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di pubblicità e di trasparenza [...] nonché dai principi dell'ordinamento comunitario" (art.1, comma 1 della Legge 241/90). Tale novità, però, non è fine a se stessa, ma fa parte di un processo di ammodernamento ben più ampio, attuato con la Legge 11 febbraio 2005, n.15, le cui disposizioni – innestate nel ceppo della Legge 7 agosto 1990 n.241 – hanno rivisitato il precedente corredo formale reimpostando le modalità del rapporto fra mano pubblica e cittadino secondo logiche di lealtà, snellezza e trasparenza. Quest'ultima norma, poi, oltre a riconoscere una serie di garanzie, prevede anche le conseguenze derivanti dal loro mancato rispetto.
Infatti, l'articolo 21-septies, comma 1, enuncia che "è nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che è viziato da difetto assoluto di attribuzione, che è stato adottato in violazione o elusione del giudicato, nonché negli altri casi espressamente previsti dalla legge". Non sussistendo, quindi, con la mancata indicazione del responsabile del procedimento, i requisiti minimi essenziali in capo alla cartella va da sé che questa sia illegittima e pertanto da annullare.
La Libera Associazione a Difesa dei Consumatori a livello Europeo è disponibile a fornire qualsiasi chiarimento, con i propri Consulenti Tributari, presso la sede di Verona Via Lucania, 16, telefonando per appuntamento al n. +39-045-810-4151, dal lunedì al venerdì dalle ore 16,00 alle ore 18,00. Confido nel vostro interessamento, dandone risalto sulle vs. testate giornalistiche.

Giuseppe Fusari
Il Presidente Consumatori Europei
Libera Associazione Difesa Consumatori Circolo della Libertà
Associazione Consumatori Europei
Via Selinunte, 11 – 37138 – Verona
Tel. 045.8104151, fax. 045.4851211, cell. 320.0680971
www.associazioneconsumatorieuropei.eu
Email: info[at]associazioneconsumatorieuropei.eu
 
Di Staff Consumatori Europei (del 08/10/2011 @ 22:58:19, in News & Articoli, linkato 684 volte)

L'Associazione Consumatori Europei, è oggi una giovane realtà che si sta affermando nell'ambito locale con novità di iniziative e di supporto in difesa dei consumatori; nata nel mese di marzo 2007 dall'iniziativa di un gruppo di amici professionisti esponenti del mondo giuridico, fiscale, lavorativo.

E' un'Associazione che vuole dare corpo e voce a tutti quei cittadini-consumatori che vedono costantemente calpestati i loro diritti civili dagli organi locali, nazionali ed europei, sommersi da una burocrazia incomprensibile e da un sistema ormai obsoleto; per garantire loro, attraverso azioni, la tutela dei diritti civili per una migliore qualità della vita, anche nei confronti dei produttori, dei commercianti e dei privati.

La sede territoriale di San Giovanni Lupatoto, inaugurata proprio in questi giorni, è sita in Via Roma, 47. La Responsabile Territoriale per San Giovanni Lupatoto è la sig.ra BENDAZZOLI STEFANIA che, ha accolto la nomina manifestando soddisfazione e dichiarando la propria disponibilità ad un'azione di difesa per chi spesso è vittima sia di raggiri che di vessazioni burocratiche senza parlare poi di quei contratti poco chiari che vedono l'utente sempre vittima di ingiustizie. La segreteria è in:
Via Roma, 47
37057 SAN GIOVANNI LUPATOTO (VR)
Tel. 045.8750933
E-mail info[at]sg.associazioneconsumatorieuropei.eu

 
Di Staff Consumatori Europei (del 08/10/2011 @ 22:38:53, in News & Articoli, linkato 641 volte)

L'Associazione Consumatori Europei, è oggi una radicata realtà che si sta affermando nell'ambito locale con novità di iniziative e di supporto in difesa dei consumatori; nata nel mese di marzo 2007 dall'iniziativa di un gruppo di amici professionisti esponenti del mondo giuridico, fiscale, lavorativo.

E' un'Associazione che vuole dare corpo e voce a tutti quei cittadini-consumatori che vedono costantemente calpestati i loro diritti civili dagli organi locali, nazionali ed europei, sommersi da una burocrazia incomprensibile e da un sistema ormai obsoleto; per garantire loro, attraverso azioni, la tutela dei diritti civili per una migliore qualità della vita, anche nei confronti dei produttori, dei commercianti e dei privati.

La sede territoriale di Cerea, inaugurata proprio in questi gironi, è sita in Via Gandhi, 8. La segretaria Provinciale per Cerea è la sig.ra MUTO ELISA che, ha accolto la nomina manifestando soddisfazione e dichiarando la propria disponibilità ad un'azione di difesa per chi spesso è vittima sia di raggiri che di vessazioni burocratiche senza parlare poi di quei contratti poco chiari che vedono l'utente sempre vittima di ingiustizie. La segreteria è in:
Via Gandhi, 8
37053 CEREA (VR)
cell. 345.6041930
E-mail info[at]ce.associazioneconsumatorieuropei.eu

 
Di Admin (del 05/10/2011 @ 10:54:56, in Conferenza Stampa, linkato 49 volte)
TITOLO A
FISCO: NEGATI RIMBORSI IRPEF PER 28,4 MLD, UN RECORD.

TITOLO B
RIMBORSI “LUMACA” DEL FISCO. SI TENTA DI SCORAGGIARE I CONTRIBUENTI?

Smentiti i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate.


Varie associazioni a difesa dei contribuenti smentiscono categoricamente i dati forniti dall'Agenzia delle entrate sul fronte dei rimborsi fiscali.
Si ribadisce, infatti, il record negativo assoluto raggiunto dal fisco italiano il quale deve 28,3 miliardi di euro di IRPEF a più di 12 milioni di contribuenti.
In particolare, si evidenzia come solo il debito IRPEF sia cresciuto di 13,1 miliardi rispetto a settembre 2003 quando viaggiava sui 15,3 miliardi di euro: in pratica in due anni e sei mesi la cifra è aumentata di circa 26.000 miliardi delle vecchie lire!!!
Anche i tempi di attesa pare non siano proprio incoraggianti. In media per ottenere un piccolo rimborso fiscale IRPEF bisogna attendere circa 12,9 anni (e non 2 anni come sostenuto dall’Agenzia delle Entrate) contro i 7,7 anni del 2003.
Per tale motivo è stato chiesto al Governo un intervento deciso sul fronte dei rimborsi fiscali, invece dei soliti comunicati stampa, al fine di ridare ai contribuenti italiani quella fiducia smarrita da tempo.
In attesa di celeri risposte, l'Associazione Consumatori Europei ha attivato il proprio servizio rimborsi fiscali (tel. +39-045-810-4151.) gratuito per tutti gli associati che vogliono conoscere le modalità per ottenere in tempi celeri i sospirati rimborsi fiscali.
 
Di Staff Consumatori Europei (del 18/09/2011 @ 21:07:21, in News & Articoli, linkato 473 volte)

LA CRISI dell’EUROPA e dell’EURO

PRESO ATTO:

A)- CHE, come noto a tutti, a suo tempo la Lira Italiana fu considerata la moneta peggiore di tutte le 17 del Paniere dell’Euro, cioè la più svalutata ( ancora inferiore alla dracma greca, alla lira Irlandese, al franco belga e quant’altro );

B)- CHE, da una accurata verifica, sui 112 STATI più importanti del mondo, L’ITALIA risulta essere - in assoluto - il terzo paese a detenere riserve in oro, pari a 2452 tonnellate.
Tuttavia pochi sanno che il 72% di detta quantità, cioè 1766 tonnellate, non si trovano nei caveaux blindati della BANCA D’ITALIA, ma nelle RISERVE AUREE INTERNAZIONALI (Inghilterra, Stati Uniti, altrove). In sostanza i politici non solo hanno svenduto la lira ad un prezzo poco dignitoso, ma anche hanno dato a terzi la gestione di ciò che gli ITALIANI avevano ed hanno di più “ caro ”;

C)- CHE non è possibile prendere in considerazione il ritorno alle monete anti 2002 ( lira, marco, franco francese ecc.) non solo per l’ITALIA, priva della gestione diretta delle proprie risorse auree, ma anche per le altre Nazioni dalla sana economia consolidata come la GERMANIA. Infatti quest’ultima , possedendo diversi titoli del debito pubblico di altri STATI dell’EUROLANDIA, incontrerebbe difficoltà nel coordinare lo svolgimento delle passività incrociate tra i diversi paesi.

Nella fattispecie, poi,  è razionale e conseguenziale prevedere la nascita di un contezioso senza fine nel tentativo di dare un equo controvalore ai debiti pubblici e societari posseduti. D)- CHE, data la profonda crisi persistente in cui da tempo persistono L’EUROPA & L’EURO, accreditati economisti europei e internazionali, fra cui il Prof. Edward HUGH, al fine della sopravvivenza dell’U.E., evidenziano la reale possibilità di suddividere gli Stati Europei in due zone, istituendo - nel contempo - la suddivisione dell’EURO in due valute.

La prima zona capeggiata dalla GERMANIA con FRANCIA/AUSTRIA e paesi dalle sane economie << moneta: 1 euro pari ad un dollaro >>. La seconda con ITALIA/SPAGNA/PORTOGALLO << moneta: un euro pari a dollari 1.80, cioè un euro svalutato >>. I paesi più dissestati, ormai irrecuperabili e fuori controllo, come Grecia e Irlanda, potrebbero uscire completamente dall’Eurozona. Da quanto sopra preso atto: scaturisce la relazione finale.
RELAZIONE FINALE
TUTTE le risoluzioni che possono essere adottate e realizzate dall’ EUROPA e dai vari STATI componenti l’ U.E., ivi compresi anche gli STATI UNITI d’ AMERICA, sono effettivamente utili solo se si vorrà salvare sempre e comunque la PRODUTTIVITA’.
Ciò significa che, contemporaneamente a qualsiasi convincente disposizione politico/social/economica messa in atto, si devono aiutare le IMPRESE, quelle legalmente costituite per gestire la PRODUZIONE e conseguentemente l’OCCUPAZIONE. Quanto detto al fine di far fronte ad una concorrenza sleale, senza regole, economicamente dannosa per le casse erariali, e nel contempo difendendo anche il capitale sociale delle stesse aziende da possibili giochi speculativi. E come? Semplicemente in due modi: IL PRIMO , disciplinando con precise regole l’enorme flusso indiscriminato delle merci d’ importazione quasi tutte contraffatte, ivi compresa non solo la sicurezza dei Porti Europei contro lo scarico indiscriminato
e incommensurabile delle merci contraffatte , ma anche nei confronti di una immigrazione clandestina, che quasi sempre porta ricchezza soltanto a scafisti senza scrupoli; IL SECONDO, eliminando tutte le operazioni speculative delle varie BORSE EUROPEE e degli USA, che danneggiano le società quotate in borsa, quelle dotate di contabilità corretta e trasparente. Ciò significa vietare in via definitiva tutte le operatività allo scoperto, i derivati, i contratti a termine, i cui virtuali SALDI CARTACEI di compra/vendita merci ( esempio dei prodotti petroliferi, dei cereali ecc. ) superano di gran lunga l'ammontare mondiale complessivo dei prodotti estratti o
“ finiti ”. Oltre a ciò, dalla soppressione, non va trascurato quant’altro di speculativo ben conosciuto ai fantasiosi discutibili operatori di borsa ed alle Istituzioni Governative Preposte al loro controllo, anche al fine di evitare il sospetto di una possibile connivenza. Se non si tiene in considerazione quanto testé fatto presente, allora ogni tentativo messo in atto dagli USA e dalle varie ISTITUZIONI EUROPEE, anche se coraggioso, illuminato e in buona fede, giocoforza e a gioco lungo, si rivelerà velleitario e di nessuna efficacia. Non ci credete ? Ebbene allora, seduti sulla sponda del fiume, come veronese parlo dell’’Adige, da uno tsunami socio/politico/borsistico, ormai razionalmente consolidatosi in corsi e ricorsi di circa tre anni in tre anni, si perverrà tra qualche anno al definitivo default ( leggesi bancarotta ) dell’U.E. e alla definitiva scomparsa dell’EURO. Anche i noti “ eurobond ”, considerati “ ultima spiaggia ” per la salvezza di qualche STATO dell’U.E., troveranno una propria discarica.

RELATORE: Cav. Rodolfo ZANCHETTA
ADDETTO PUBBLICHE RELAZIONI CONSUMATORI EUROPEI
045/8032196
E-mail: rudyzeta[at]gmail.com

 
Di Admin (del 09/09/2011 @ 00:06:30, in Conferenza Stampa, linkato 62 volte)
" Ma cos'è questa crisi ?? ", all'inizio dell'anno eravamo sul lastrico, i consumi a picco, le banche in odore di fallimento ed ecco che arrivano altri BOND, non certamente Argentini ma, del Ministro Tremonti che per salvare l’economia di questa povera Italia pensa bene di aprire una linea di credito, con i nostri soldi, alle banche italiane per salvarle dalla bancarotta con l'invito di usare questo credito al fine di consentire alle PMI la possibilità di non chiudere l'attività con conseguente licenziamento dei propri collaboratori. Encomiabile l'iniziativa del Ministro nulla da eccepire, se dobbiamo risalire la china è giusto che tutti diano il loro apporto, a differenza del sistema bancario che, invece di remare a favore a pensato bene di attraccare la nave al molo ed attendere che la tempesta finisca senza dare quell'apporto creditizio alle imprese bisognose, accaparrandosi il T BOND e facendone uso per i loro scopi finanziari, bloccando la ripresa economica e chiudendo i rubinetti del credito alle imprese, non da ultimo alle famiglie sempre più appesantite da spese correnti che erodono lo stipendio. Come si può permettere al potere economico/finanziario di fare il bello e cattivo tempo in uno stato democratico ? Semplice, non andando ad aprire i loro armadi, questa crisi mondiale è stata ben pilotata dalla cosiddetta globalizzazione bancaria per il solo scopo dei propri interessi. Ministro Tremonti ha ricevuto una risposta dall’ABI a riguardo del suo invito ? Penso proprio che, se avrà una risposta arà la solita, " Allo stato attuale della situazione di crisi mondiale, non vi sono risorse finanziarie per un impegno creditizio a breve termine ".

Giuseppe Fusari
Presidente
Libera Associazione Difesa Consumatori
Via Selinunte, 11 – 37138 – Verona
Tel. 045.8104151 Fax. 045.4851211 Cell. 320.0680971
www.associazioneconsumatorieuropei.eu
Email : info[at]associazioneconsumatorieuropei.eu
 
Di Staff Consumatori Europei (del 05/09/2011 @ 15:06:20, in Sede Nazionale, linkato 499 volte)
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