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Di Staff Consumatori Europei (del 25/04/2012 @ 18:45:41, in Sede Nazionale, linkato 118 volte)
Ci risiamo, men che te lo aspetti ecco che i soliti furbi ritornano alla riscossa infatti, tramite alcuni corrieri nazionali stanno giungendo, presso abitazioni e locali commerciali, delle lettere previo pagamento di euro 28,50 alla consegna da un sedicente Studio Notarile Dr. Leonardo Rossi Piazza IV Novembre 7 - 20124 - Milano (Ufficio Tecnico Verifiche Catastali), cosa assolutamente non veritiera in quanto, detto studio non esiste, pertanto, in caso di recapito della lettera da parte del corriere, NON ACCETTARE E NON PAGARE NULLA è una truffa. Chi legge è pregato di informare i propri amici, parenti e conoscenti al fine di evitare l'esborso dell'importo richiesto. Al ricevimento di una lettera tramite corriere o tramite posta, prima di firmare, accertatevi della provenienza ci sono in giro lettere raccomandate, consegnate tramite posta che, una volta accettate all'interno vi si trovano dei coupon per soggiorni che offrono soggiorni gratuiti ma che non sono in quanto nascondono delle fregature. Nessuno regala nulla nemmeno BABBO NATALE. F.to Il Presidente Giuseppe Fusari
 
Di Staff Consumatori Europei (del 19/04/2012 @ 21:23:56, in Sede Nazionale, linkato 366 volte)
Più vicina la normativa Ue che disciplinerà il rating. Da Verona all´Europa. Il percorso tracciato dalle associazioni veronesi Sos Consumatore e Consumatori Europei, per arrivare alla testa del problema agenzie di rating e spingere il Parlamento Europeo a definire una normativa organica e uniforme in materia, parte proprio da qui. Mosse dai numerosi casi di danni subiti dai piccoli risparmiatori e consumatori locali, e non solo, a seguito delle operazioni speculative dei mercati borsistici, influenzati da errate valutazioni delle agenzie di rating Standard & Poor´s, Moody´s, Fitch, le due associazioni hanno preso carta e penna per formulare precise proposte di regolamentazione del rating. «La nostra azione di sensibilizzazione degli organi europei risale a un paio di anni fa», spiega Rodolfo Zanchetta, addetto alle pubbliche relazioni di Sos Consumatore e Consumatori Europei, «quando già all´indomani del crack Lehman Brothers scrivemmo a diversi interlocutori europei, tra cui l´onorevole veronese Lorenzo Fontana, proponendo di regolamentare le attività delle agenzie di rating. Azione recentemente rafforzata con l´invio alla presidente della Commissione europea per le petizioni, Erminia Mazzoni, di un´articolata petizione volta a incentivare l´emanazione di delibere europee a tutela della produttività e l´occupazione nel nostro Paese. La governabilità di uno Stato dipende infatti anche dalle valutazioni di queste società, che se errate, possono portare aziende e banche (come è stato per Enron, Parmalat, Lehman Brothers e altre quotate in borsa) a perdere credibilità». Alle istanze delle associazioni scaligere, Mazzoni ha subito risposto che «la commissione ha avviato l´esame della petizione e ha deciso di chiedere alla Commissione europea di svolgere un´indagine preliminare sui vari aspetti del problema». Dal dire al fare, ora tali istanze sono già state tradotte in proposte normative dall´europarlamentare Leonardo Domenici, che per la prima volta in Europa, ha presentato una serie di emendamenti contro le agenzie di rating incontrando il favore della maggior parte dei componenti il Parlamento Europeo. «Un´iniziativa unica nel suo genere, a Verona, decisiva per svegliare l´attenzione dell´Europa sul tema» dice Zanchetta «come confermano le risposte pervenute in questi mesi da Bruxelles e dal presidente della BCE e la disponibilità già comunicataci dall´onorevole Fontana, d´incontrarci a Verona per un aggiornamento sui lavori parlamentari». Entro maggio ci si attende una svolta normativa, «delle delibere che finalmente frenino, controllino e disciplinino le operazioni di rating». Obiettivo è «salvare la produttività e l´occupazione favorendo la collocazione sul mercato borsistico di quelle imprese legalmente costituite per gestire la produzione»
 
Di Staff Consumatori Europei (del 13/04/2012 @ 22:28:42, in News & Articoli, linkato 461 volte)
Attenti alle truffe. C'è il rischio di essere contattati da falsi dipendenti della Ragioneria dello stato che chiedono dati personali per rimborsi inesistenti. Stanno infatti giungendo da tempo segnalazioni alla Ragioneria generale dello stato su soggetti non autorizzati che contattano privati cittadini, qualificandosi come dipendenti o incaricati della Ragioneria, al fine di raccogliere dati personali da utilizzare per l'invio di inesistenti rimborsi. Per prevenire eventuali truffe o raggiri, precisa la Ragioneria in una nota, che non è in corso alcuna campagna di rimborsi, né raccolta di informazioni, da parte della Ragioneria Generale dello Stato. La Ragioneria invita inoltre i cittadini a segnalare prontamente al 117 della Guardia di Finanza o alle Forze dell’Ordine ogni possibile tentativo sospetto riguardante casi del genere. Portate a conoscenza tutti i vostri conoscenti, principalmente, le persone anziane che sono le più deboli verso questi delinquenti. Il Presidente Giuseppe Fusari
 
Di Staff Consumatori Europei (del 09/04/2012 @ 23:40:02, in Sede Nazionale, linkato 365 volte)
Valanga di ricorsi. Le multe consegnate dalla società possono essere annullate E non conta se siano state consegnate con o senza una raccomandata con ricevuta di ritorno. Equitalia non è un soggetto legittimato alla notifica degli atti. Almeno secondo una sentenza della Commissione Tributaria provinciale di Milano che sta per scatenare una valanga di ricorsi contro l'agenzia statale incaricata della riscossione nazionale dei tributi. Del resto è la stessa legge a prevedere che a notificare le cartelle siano gli ufficiali della riscossione, i messi comunali e gli agenti della polizia municipale. Non produrrebbero, quindi, nessun effetto, nei confronti del contribuente le notifiche di Equitalia che non rientra tra i soggetti legittimati. Per capire meglio il problema, però, è meglio ripercorrere la storia che ha portato a una sentenza (la 349/35/11 del Ctp di Milano) che farà giurisprudenza, salvo l'intervento della Cassazione. Tutto ha inizio con la notifica di un avviso da parte di Equitalia a una società di un debito tributario derivante da una cartella inviata qualche anno prima. L'amministratore della società riteneva di non aver mai ricevuto questa cartella. Equitalia produceva in giudizio, però, la ricevuta di ritorno della raccomandata della cartella firmata da un «addetto alla ricezione atti», come aveva annotato il postino. Ma la società, dopo alcune ricerche, ha scoperto che la cartella era stata recapitata a un dipendente di un'altra società con sede nello stesso stabile. Così i giudici hanno proceduto all'annullamento degli atti impugnati «per gravi vizi di notifica». Non solo, la Commissione tributaria milanese specifica anche che pur svolgendo il postino il ruolo di pubblico ufficiale, non tutte le sue dichiarazioni per essere sconfessate richiedono la querela di falso. «D'altronde - spiega l'avvocato Matteo Sances, esperto di diritto tributario e legale della Libera Associazione Consumatori Europei, chiarisce sempre la commissione tributaria, se è pur vero che la querela di falso è prevista dal nostro codice di procedura civile come procedimento volto a far venire meno la valenza probatoria privilegiata di quanto dichiarato dal pubblico ufficiale, è pur vero anche che ciò vale esclusivamente per la descrizione dei fatti avvenuti in sua presenza ma non per ciò che è "frutto di informazioni da lui assunte o di indicazioni fornitegli da altri». Le associazioni di consumatori si sono già mosse. In ballo ci sono milioni di euro a rischio (salvo il fatto che si possono incontrare giudici con un'opinione contraria e che, se la Cassazione si pronuncerà in altro modo, le notifiche della società saranno considerate regolari). «Le multe notificate solo dai dipendenti di Equitalia a mezzo posta - è l'opinione dell'avvocato Michele Gerace, per l'associazione "cento giovani" referente presso il Comitato Regionale degli Utenti e Consumatori - sono inesistenti e non producono nessun effetto nei confronti del cittadino contribuente. La portata della pronuncia della Commissione Tributaria Provinciale di Milano ha aperto la pista ai ricorsi di tutti coloro che hanno ricevuto per posta una multa da Equitalia».
 
Di Staff Consumatori Europei (del 18/02/2012 @ 21:15:22, in Sede Nazionale, linkato 333 volte)
Per acquistare computer. apparecchi portatili, DVD o scaricare filmati dal Web, non si paga già l'IVA al 21% ??, dobbiamo anche pagare un canone alla RAI che, poi li spende per far intervenire nei vari spettacoli personaggi che si sentono in diritto di esternare le proprie prediche. ma cosa credono che siamo dei deficienti ??. Basta, con questi salassi, i computer usati nelle aziende non servono per vedere i programmi televisivi ma per far lavorare la gente, mettiamo ancora una tassa alle PMI, così ci saranno più ascolti alla TV di Stato, da quegli impiegati che saranno licenziati perchè mantenere un computer costa allora, è meglio averne uno con un solo impiegato e gli altri tutti a casa. Mandiamo, tutti quanti, una bella cartolina di congratulazioni ai nostri governanti per l'alto livello di istruzione considerando che sono tutti dei professori e insegnanti, di che cosa non sono ben certo. Un dubbio mi sorge, tutte le amministrazioni Statali, Regionali, Provinciali e Comunali, quanto sborseranno per il canone ? e a chi sarà caricato questo esborso ?, attendo risposta.

GIUSEPPE FUSARI
PRESIDENTE CONSUMATORI EUROPEI
+39 0458104151
E-mail: info[at]associazioneconsumatorieuropei.eu

 
Di Staff Consumatori Europei (del 17/02/2012 @ 21:08:08, in Sede Nazionale, linkato 984 volte)
Un mio conoscente, convinto di un notevole risparmio sulla bolletta da un sedicente funzionario di una nota azienda erogatrice di corrente elettrica che si è presentato a casa sua, si è ritrovato a sottoscrivere un nuovo contratto ma la spesa non è diminuita, anzi aumentata. Come difendersi? Il periodo economico non è dei migliori, si fatica ad arrivare a fine mese, le bollette aumentano e, come sempre in questi casi, spuntano i disonesti che proprio facendo leva sul bisogno di risparmio perpetrano delle vere e proprie truffe: si tratta dei finti funzionari delle società di energia elettrica e gas, che spesso riescono a farsi aprire la porta con la scusa di un rimborso, oppure chiedono di controllare il contatore. Le segnalazioni su questa problematica si susseguono incessantemente. È dunque opportuno prestare la massima attenzione, e tenere ben presenti alcuni consigli: - Pretendere che chiunque si presenti presso la nostra abitazione si identifichi correttamente con un documento o il tesserino identificativo dell´azienda. - Se dovesse venir richiesto, non permettere mai di visionare le bollette, perché vi sono riportati i dati personali dell´utente e della fornitura come il codice «POD», il codice «PDR» o la matricola del contatore. Tali dati devono essere comunicati soltanto se si accetta di concludere un nuovo contratto con un nuovo fornitore. - Non permettere mai di accedere al contatore: l´accesso ai contatori è consentito unicamente ai fini della lettura periodica dei consumi oppure per lo svolgimento di operazioni tecniche (interventi di manutenzione, sostituzione o spostamento del contatore). - Tenere bene a mente che nessun Ente richiede la riscossione di una tassa o di una bolletta inviando personale a casa degli utenti. Per far meglio chiarezza su questo tipo di problematica è possibile visionare sul sito dell´Autorità per l´energia elettrica e il gas il Codice di condotta commerciale per la vendita di energia elettrica e di gas naturale, il cui link è il seguente: www.autorita.energia.it/it/docs/dc/10/004-10dco.jsp. Con i tempi bui di sacrifici economici che corrono, anche ricevere una e-mail dell´Agenzia delle Entrate dal promettente oggetto «Notifica di rimborsi fiscali» può costituire una piacevole sorpresa, una controtendenza rispetto allo stereotipo dello Stato-piglia-tutto. Ma attenzione: la mail è sicuramente falsa, dato che richiede i dati della carta di credito del contribuente in cambio del presunto rimborso, mentre in nessun caso l´Agenzia richiede informazioni sulle carte di credito. Un eventuale rimborso deve essere invece richiesto dal contribuente, secondo le modalità indicate nel sito www.agenziaentrate.gov.it, sezione «Home - Cosa devi fare - Richiedere - Rimborsi», e viene accreditato su conto corrente. In realtà, la mail costituisce un tentativo di truffa noto come «phishing», dato che, al fine di ottenere un presunto rimborso, il destinatario viene invitato a scaricare e compilare un modulo che richiede varie informazioni tra le quali, appunto, anche tutti i dati della carta di credito. Quindi attenzione: chi riceve il messaggio di posta elettronica lo deve eliminare senza aprire il suo allegato. F.to il Presidente Giuseppe Fusari
 
Di Admin (del 04/01/2012 @ 23:21:48, in News & Articoli, linkato 1721 volte)
È allarme mutui in Italia. A lanciarlo sono le associazioni dei consumatori che denunciano la difficoltà delle famiglia italiane nel sostenere le rate dei prestiti a tasso variabile che continuano ad aumentare. Una disperazione che a volte sfocia in tragedia: un operaio, a Tolentino, si è tolto la vita, forse perchè non ce la faceva piú a pagare le rate alle banche. L'Adusbef parla di una crescita dei pignoramenti del 19%. E intanto il prezzo delle abitazioni negli ultimi 3 anni è aumentato del 26,5%. Il parere di Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori. Articolo di Vincenzo Clemeno
 

LA CRISI dell’EUROPA e dell’EURO

PRESO ATTO:

A)- CHE, come noto a tutti, a suo tempo la Lira Italiana fu considerata la moneta peggiore di tutte le 17 del Paniere dell’Euro, cioè la più svalutata ( ancora inferiore alla dracma greca, alla lira Irlandese, al franco belga e quant’altro );

B)- CHE, da una accurata verifica, sui 112 STATI più importanti del mondo, L’ITALIA risulta essere - in assoluto - il terzo paese a detenere riserve in oro, pari a 2452 tonnellate.
Tuttavia pochi sanno che il 72% di detta quantità, cioè 1766 tonnellate, non si trovano nei caveaux blindati della BANCA D’ITALIA, ma nelle RISERVE AUREE INTERNAZIONALI (Inghilterra, Stati Uniti, altrove).  In sostanza i politici non solo hanno svenduto la lira ad un prezzo poco dignitoso, ma anche hanno dato a terzi la gestione di ciò che gli ITALIANI avevano ed hanno di più “ caro ”;

C)- CHE non è possibile prendere in considerazione il ritorno alle monete anti 2002 ( lira, marco, franco francese ecc.) non solo per l’ITALIA, priva della gestione diretta delle proprie risorse auree, ma anche per le altre Nazioni dalla sana economia consolidata come la GERMANIA. Infatti quest’ultima , possedendo diversi titoli del debito pubblico di altri STATI dell’EUROLANDIA, incontrerebbe difficoltà nel coordinare lo svolgimento delle passività incrociate tra i diversi paesi. Nella fattispecie, poi, è razionale e conseguenziale prevedere la nascita di un contezioso senza fine nel tentativo di dare un equo controvalore ai debiti pubblici e societari posseduti.

D)- CHE, data la profonda crisi persistente in cui da tempo persistono L’EUROPA & L’EURO, accreditati economisti europei e internazionali, fra cui il Prof. Edward HUGH, al fine della sopravvivenza dell’U.E., evidenziano la reale possibilità di suddividere gli Stati Europei in due zone, istituendo - nel contempo - la suddivisione dell’EURO in due valute. La prima zona capeggiata dalla GERMANIA con FRANCIA/AUSTRIA e paesi dalle sane economie << moneta: 1 euro pari ad un dollaro >>. La seconda con ITALIA/SPAGNA/PORTOGALLO << moneta: un euro pari a dollari 1.80, cioè un euro svalutato >>. I paesi più dissestati, ormai irrecuperabili e fuori controllo, come Grecia e Irlanda, potrebbero uscire completamente dall’Eurozona. Da quanto sopra preso atto: scaturisce la relazione finale.

RELAZIONE FINALE
TUTTE le risoluzioni che possono essere adottate e realizzate dall’ EUROPA e dai vari STATI componenti l’ U.E., ivi compresi anche gli STATI UNITI d’ AMERICA, sono effettivamente utili solo se si vorrà salvare sempre e comunque la PRODUTTIVITA’.
Ciò significa che, contemporaneamente a qualsiasi convincente disposizione politico/social/economica messa in atto, si devono aiutare le IMPRESE, quelle legalmente costituite per gestire la PRODUZIONE e conseguentemente l’OCCUPAZIONE. Quanto detto al fine di far fronte ad una concorrenza sleale, senza regole, economicamente dannosa per le casse erariali, e nel contempo difendendo anche il capitale sociale delle stesse aziende da possibili giochi speculativi. E come? Semplicemente in due modi:

IL PRIMO , disciplinando con precise regole l’enorme flusso indiscriminato delle merci d’ importazione quasi tutte contraffatte, ivi compresa non solo la sicurezza dei Porti Europei contro lo scarico indiscriminato e incommensurabile delle merci contraffatte , ma anche nei confronti di una immigrazione clandestina, che quasi sempre porta ricchezza soltanto a scafisti senza scrupoli

IL SECONDO, eliminando tutte le operazioni speculative delle varie BORSE EUROPEE e degli USA, che danneggiano le società quotate in borsa, quelle dotate di contabilità corretta e trasparente. Ciò significa vietare in via definitiva tutte le operatività allo scoperto, i derivati, i contratti a termine, i cui virtuali SALDI CARTACEI di compra/vendita merci ( esempio dei prodotti petroliferi, dei cereali ecc. ) superano di gran lunga l'ammontare mondiale complessivo dei prodotti estratti o “ finiti ”. Oltre a ciò, dalla soppressione, non va trascurato quant’altro di speculativo ben conosciuto ai fantasiosi discutibili operatori di borsa ed alle Istituzioni Governative Preposte al loro controllo, anche al fine di evitare il sospetto di una possibile connivenza. Se non si tiene in considerazione quanto testé fatto presente, allora ogni tentativo messo in atto dagli USA e dalle varie ISTITUZIONI EUROPEE, anche se coraggioso, illuminato e in buona fede, giocoforza e a gioco lungo, si rivelerà velleitario e di nessuna efficacia. Non ci credete ? Ebbene allora, seduti sulla sponda del fiume, come veronese parlo dell’’Adige, da uno tsunami socio/politico/borsistico, ormai razionalmente consolidatosi in corsi e ricorsi di circa tre anni in tre anni, si perverrà tra qualche anno al definitivo default ( leggesi bancarotta ) dell’U.E. e alla definitiva scomparsa dell’EURO. Anche i noti “ eurobond ”, considerati “ ultima spiaggia ” per la salvezza di qualche STATO dell’U.E., troveranno una propria discarica.

RELATORE:
Cav. Rodolfo ZANCHETTA
ADDETTO PUBBLICHE RELAZIONI CONSUMATORI EUROPEI
045/8032196
E-mail: rudyzeta[at]gmail.com

 
Di Admin (del 10/11/2011 @ 11:04:49, in Conferenza Stampa, linkato 951 volte)
FISCO: NUOVA ONDATA DI CARTELLE PAZZE.

IN ARRIVO PIÙ DI 600.000 CARTELLE PAZZE: TERRORE FRA I CONTRIBUENTI.

Relativamente all'attività di riscossione in Italia, i dati resi noti in questi mesi dalle varie agenzie di stampa risultano a dir poco preoccupanti. Su 1,5 milioni di cartelle esattoriali notificate agli italiani per multe automobilistiche, Ici, diritti camerali, Tarsu, Irpef, Iva, Inps etc... ben oltre il 40% sono da considerarsi "pazze", cioè sbagliate, perchè gli importi non sono dovuti oppure sono dovuti in misura inferiore.
La denuncia arriva da varie associazioni di contribuenti e consumatori (tra cui l'Associazione Consumatori Europei) che rileva come il fenomeno abbia colpito più di 600 mila cittadini in regola. È emerso in queste ultime settimane, infatti, come il fenomeno delle “cartelle pazze si sia registrato un po’ in tutta Italia anche se i casi più clamorosi sono da registrarsi a Roma con 54.600 "cartelle pazze" seguita da Napoli, Milano, Genova e Torino. Chiudono Campobasso ed Isernia rispettivamente con 15.100 e 6.200 avvisi. Purtroppo ciò che allarma maggiormente è che tra le vittime figurano a volte anche minorenni, disabili e addirittura persone decedute. Situazione, questa, da considerarsi sicuramente paradossale considerando il continuo reiterarsi di tali vessazioni in dispregio delle più elementari norme costituzionali e tributarie. In attesa dei dovuti provvedimenti, l'Associazione Contribuenti Europei ha attivato un proprio servizio di consulenza (telefono +39-045-810-4151) gratuito per gli associati che vogliono conoscere tutte le modalità per far valere i propri diritti.
 
L'indicazione del responsabile del procedimento costituisce un requisito fondamentale della cartella la cui mancanza ne comporta l'illegittimità. Ciò è quanto emerge da un'ordinanza del 9 novembre scorso della Corte Costituzionale, la quale ha dichiarato che "l'obbligo imposto ai concessionari di indicare nelle cartelle di pagamento il responsabile del procedimento, lungi dall'essere un inutile adempimento, ha lo scopo di assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa, la piena informazione del cittadino e la garanzia del diritto di difesa, che sono altrettanti aspetti del buon andamento e dell'imparzialità della pubblica amministrazione predicati dall'art. 97, primo comma, della Costituzione".
Posizione, questa, in contrasto con quanto sostenuto dalla Commissione tributaria regionale di Venezia la quale, rimettendo la questione alla Corte, dichiarava che "l'attività svolta dai concessionari della riscossione al fine di formare la cartella non pare configurabile come un vero e proprio procedimento".
È importante, quindi, come la Corte abbia voluto chiarire l'applicazione dello Statuto dei diritti del contribuente (Legge 27 luglio 2000 n.212) anche alla riscossione ribadendo l'obbligo di indicazione del responsabile ai concessionari "in quanto soggetti privati cui compete l'esercizio di funzioni pubbliche".
D'altronde, la situazione non poteva essere diversa in quanto basta osservare le disposizioni contenute nel Capo I della Legge 7 agosto 1990, n.241 dove sono indicati i principi generali in materia di procedimento amministrativo e a cui l'ordinanza stessa si ricollega. In esse, infatti, si chiarisce come siano parificate alle amministrazioni pubbliche le Regioni, le Province, i Comuni e tutti gli enti che gestiscono servizi pubblici o di pubblica utilità.
Tra questi soggetti sono compresi anche i concessionari del servizio nazionale di riscossione per i quali, a seguito dell'introduzione del comma 1-ter nell'articolo 1 della predetta legge, è previsto che "i soggetti privati preposti all'esercizio di attività amministrative assicurano il rispetto dei principi di cui al comma 1".
Principi che, come è noto, riguardano la modalità di svolgimento dell'attività amministrativa la quale deve necessariamente perseguire "i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di pubblicità e di trasparenza [...] nonché dai principi dell'ordinamento comunitario" (art.1, comma 1 della Legge 241/90). Tale novità, però, non è fine a se stessa, ma fa parte di un processo di ammodernamento ben più ampio, attuato con la Legge 11 febbraio 2005, n.15, le cui disposizioni – innestate nel ceppo della Legge 7 agosto 1990 n.241 – hanno rivisitato il precedente corredo formale reimpostando le modalità del rapporto fra mano pubblica e cittadino secondo logiche di lealtà, snellezza e trasparenza. Quest'ultima norma, poi, oltre a riconoscere una serie di garanzie, prevede anche le conseguenze derivanti dal loro mancato rispetto.
Infatti, l'articolo 21-septies, comma 1, enuncia che "è nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che è viziato da difetto assoluto di attribuzione, che è stato adottato in violazione o elusione del giudicato, nonché negli altri casi espressamente previsti dalla legge". Non sussistendo, quindi, con la mancata indicazione del responsabile del procedimento, i requisiti minimi essenziali in capo alla cartella va da sé che questa sia illegittima e pertanto da annullare.
La Libera Associazione a Difesa dei Consumatori a livello Europeo è disponibile a fornire qualsiasi chiarimento, con i propri Consulenti Tributari, presso la sede di Verona Via Lucania, 16, telefonando per appuntamento al n. +39-045-810-4151, dal lunedì al venerdì dalle ore 16,00 alle ore 18,00. Confido nel vostro interessamento, dandone risalto sulle vs. testate giornalistiche.

Giuseppe Fusari
Il Presidente Consumatori Europei
Libera Associazione Difesa Consumatori Circolo della Libertà
Associazione Consumatori Europei
Via Selinunte, 11 – 37138 – Verona
Tel. 045.8104151, fax. 045.4851211, cell. 320.0680971
www.associazioneconsumatorieuropei.eu
Email: info[at]associazioneconsumatorieuropei.eu
 
Di Staff Consumatori Europei (del 08/10/2011 @ 22:58:19, in News & Articoli, linkato 961 volte)

L'Associazione Consumatori Europei, è oggi una giovane realtà che si sta affermando nell'ambito locale con novità di iniziative e di supporto in difesa dei consumatori; nata nel mese di marzo 2007 dall'iniziativa di un gruppo di amici professionisti esponenti del mondo giuridico, fiscale, lavorativo.

E' un'Associazione che vuole dare corpo e voce a tutti quei cittadini-consumatori che vedono costantemente calpestati i loro diritti civili dagli organi locali, nazionali ed europei, sommersi da una burocrazia incomprensibile e da un sistema ormai obsoleto; per garantire loro, attraverso azioni, la tutela dei diritti civili per una migliore qualità della vita, anche nei confronti dei produttori, dei commercianti e dei privati.

La sede territoriale di San Giovanni Lupatoto, inaugurata proprio in questi giorni, è sita in Via Roma, 47. La Responsabile Territoriale per San Giovanni Lupatoto è la sig.ra BENDAZZOLI STEFANIA che, ha accolto la nomina manifestando soddisfazione e dichiarando la propria disponibilità ad un'azione di difesa per chi spesso è vittima sia di raggiri che di vessazioni burocratiche senza parlare poi di quei contratti poco chiari che vedono l'utente sempre vittima di ingiustizie. La segreteria è in:
Via Roma, 47
37057 SAN GIOVANNI LUPATOTO (VR)
Tel. 045.8750933
E-mail info[at]sg.associazioneconsumatorieuropei.eu

 
Di Staff Consumatori Europei (del 08/10/2011 @ 22:38:53, in News & Articoli, linkato 911 volte)

L'Associazione Consumatori Europei, è oggi una radicata realtà che si sta affermando nell'ambito locale con novità di iniziative e di supporto in difesa dei consumatori; nata nel mese di marzo 2007 dall'iniziativa di un gruppo di amici professionisti esponenti del mondo giuridico, fiscale, lavorativo.

E' un'Associazione che vuole dare corpo e voce a tutti quei cittadini-consumatori che vedono costantemente calpestati i loro diritti civili dagli organi locali, nazionali ed europei, sommersi da una burocrazia incomprensibile e da un sistema ormai obsoleto; per garantire loro, attraverso azioni, la tutela dei diritti civili per una migliore qualità della vita, anche nei confronti dei produttori, dei commercianti e dei privati.

La sede territoriale di Cerea, inaugurata proprio in questi gironi, è sita in Via Gandhi, 8. La segretaria Provinciale per Cerea è la sig.ra MUTO ELISA che, ha accolto la nomina manifestando soddisfazione e dichiarando la propria disponibilità ad un'azione di difesa per chi spesso è vittima sia di raggiri che di vessazioni burocratiche senza parlare poi di quei contratti poco chiari che vedono l'utente sempre vittima di ingiustizie. La segreteria è in:
Via Gandhi, 8
37053 CEREA (VR)
cell. 345.6041930
E-mail info[at]ce.associazioneconsumatorieuropei.eu

 
Di Admin (del 05/10/2011 @ 10:54:56, in Conferenza Stampa, linkato 208 volte)
TITOLO A
FISCO: NEGATI RIMBORSI IRPEF PER 28,4 MLD, UN RECORD.

TITOLO B
RIMBORSI “LUMACA” DEL FISCO. SI TENTA DI SCORAGGIARE I CONTRIBUENTI?

Smentiti i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate.


Varie associazioni a difesa dei contribuenti smentiscono categoricamente i dati forniti dall'Agenzia delle entrate sul fronte dei rimborsi fiscali.
Si ribadisce, infatti, il record negativo assoluto raggiunto dal fisco italiano il quale deve 28,3 miliardi di euro di IRPEF a più di 12 milioni di contribuenti.
In particolare, si evidenzia come solo il debito IRPEF sia cresciuto di 13,1 miliardi rispetto a settembre 2003 quando viaggiava sui 15,3 miliardi di euro: in pratica in due anni e sei mesi la cifra è aumentata di circa 26.000 miliardi delle vecchie lire!!!
Anche i tempi di attesa pare non siano proprio incoraggianti. In media per ottenere un piccolo rimborso fiscale IRPEF bisogna attendere circa 12,9 anni (e non 2 anni come sostenuto dall’Agenzia delle Entrate) contro i 7,7 anni del 2003.
Per tale motivo è stato chiesto al Governo un intervento deciso sul fronte dei rimborsi fiscali, invece dei soliti comunicati stampa, al fine di ridare ai contribuenti italiani quella fiducia smarrita da tempo.
In attesa di celeri risposte, l'Associazione Consumatori Europei ha attivato il proprio servizio rimborsi fiscali (tel. +39-045-810-4151.) gratuito per tutti gli associati che vogliono conoscere le modalità per ottenere in tempi celeri i sospirati rimborsi fiscali.
 
Di Staff Consumatori Europei (del 18/09/2011 @ 21:07:21, in News & Articoli, linkato 683 volte)

LA CRISI dell’EUROPA e dell’EURO

PRESO ATTO:

A)- CHE, come noto a tutti, a suo tempo la Lira Italiana fu considerata la moneta peggiore di tutte le 17 del Paniere dell’Euro, cioè la più svalutata ( ancora inferiore alla dracma greca, alla lira Irlandese, al franco belga e quant’altro );

B)- CHE, da una accurata verifica, sui 112 STATI più importanti del mondo, L’ITALIA risulta essere - in assoluto - il terzo paese a detenere riserve in oro, pari a 2452 tonnellate.
Tuttavia pochi sanno che il 72% di detta quantità, cioè 1766 tonnellate, non si trovano nei caveaux blindati della BANCA D’ITALIA, ma nelle RISERVE AUREE INTERNAZIONALI (Inghilterra, Stati Uniti, altrove). In sostanza i politici non solo hanno svenduto la lira ad un prezzo poco dignitoso, ma anche hanno dato a terzi la gestione di ciò che gli ITALIANI avevano ed hanno di più “ caro ”;

C)- CHE non è possibile prendere in considerazione il ritorno alle monete anti 2002 ( lira, marco, franco francese ecc.) non solo per l’ITALIA, priva della gestione diretta delle proprie risorse auree, ma anche per le altre Nazioni dalla sana economia consolidata come la GERMANIA. Infatti quest’ultima , possedendo diversi titoli del debito pubblico di altri STATI dell’EUROLANDIA, incontrerebbe difficoltà nel coordinare lo svolgimento delle passività incrociate tra i diversi paesi.

Nella fattispecie, poi,  è razionale e conseguenziale prevedere la nascita di un contezioso senza fine nel tentativo di dare un equo controvalore ai debiti pubblici e societari posseduti. D)- CHE, data la profonda crisi persistente in cui da tempo persistono L’EUROPA & L’EURO, accreditati economisti europei e internazionali, fra cui il Prof. Edward HUGH, al fine della sopravvivenza dell’U.E., evidenziano la reale possibilità di suddividere gli Stati Europei in due zone, istituendo - nel contempo - la suddivisione dell’EURO in due valute.

La prima zona capeggiata dalla GERMANIA con FRANCIA/AUSTRIA e paesi dalle sane economie << moneta: 1 euro pari ad un dollaro >>. La seconda con ITALIA/SPAGNA/PORTOGALLO << moneta: un euro pari a dollari 1.80, cioè un euro svalutato >>. I paesi più dissestati, ormai irrecuperabili e fuori controllo, come Grecia e Irlanda, potrebbero uscire completamente dall’Eurozona. Da quanto sopra preso atto: scaturisce la relazione finale.
RELAZIONE FINALE
TUTTE le risoluzioni che possono essere adottate e realizzate dall’ EUROPA e dai vari STATI componenti l’ U.E., ivi compresi anche gli STATI UNITI d’ AMERICA, sono effettivamente utili solo se si vorrà salvare sempre e comunque la PRODUTTIVITA’.
Ciò significa che, contemporaneamente a qualsiasi convincente disposizione politico/social/economica messa in atto, si devono aiutare le IMPRESE, quelle legalmente costituite per gestire la PRODUZIONE e conseguentemente l’OCCUPAZIONE. Quanto detto al fine di far fronte ad una concorrenza sleale, senza regole, economicamente dannosa per le casse erariali, e nel contempo difendendo anche il capitale sociale delle stesse aziende da possibili giochi speculativi. E come? Semplicemente in due modi: IL PRIMO , disciplinando con precise regole l’enorme flusso indiscriminato delle merci d’ importazione quasi tutte contraffatte, ivi compresa non solo la sicurezza dei Porti Europei contro lo scarico indiscriminato
e incommensurabile delle merci contraffatte , ma anche nei confronti di una immigrazione clandestina, che quasi sempre porta ricchezza soltanto a scafisti senza scrupoli; IL SECONDO, eliminando tutte le operazioni speculative delle varie BORSE EUROPEE e degli USA, che danneggiano le società quotate in borsa, quelle dotate di contabilità corretta e trasparente. Ciò significa vietare in via definitiva tutte le operatività allo scoperto, i derivati, i contratti a termine, i cui virtuali SALDI CARTACEI di compra/vendita merci ( esempio dei prodotti petroliferi, dei cereali ecc. ) superano di gran lunga l'ammontare mondiale complessivo dei prodotti estratti o
“ finiti ”. Oltre a ciò, dalla soppressione, non va trascurato quant’altro di speculativo ben conosciuto ai fantasiosi discutibili operatori di borsa ed alle Istituzioni Governative Preposte al loro controllo, anche al fine di evitare il sospetto di una possibile connivenza. Se non si tiene in considerazione quanto testé fatto presente, allora ogni tentativo messo in atto dagli USA e dalle varie ISTITUZIONI EUROPEE, anche se coraggioso, illuminato e in buona fede, giocoforza e a gioco lungo, si rivelerà velleitario e di nessuna efficacia. Non ci credete ? Ebbene allora, seduti sulla sponda del fiume, come veronese parlo dell’’Adige, da uno tsunami socio/politico/borsistico, ormai razionalmente consolidatosi in corsi e ricorsi di circa tre anni in tre anni, si perverrà tra qualche anno al definitivo default ( leggesi bancarotta ) dell’U.E. e alla definitiva scomparsa dell’EURO. Anche i noti “ eurobond ”, considerati “ ultima spiaggia ” per la salvezza di qualche STATO dell’U.E., troveranno una propria discarica.

RELATORE: Cav. Rodolfo ZANCHETTA
ADDETTO PUBBLICHE RELAZIONI CONSUMATORI EUROPEI
045/8032196
E-mail: rudyzeta[at]gmail.com

 
Di Admin (del 09/09/2011 @ 00:06:30, in Conferenza Stampa, linkato 228 volte)
" Ma cos'è questa crisi ?? ", all'inizio dell'anno eravamo sul lastrico, i consumi a picco, le banche in odore di fallimento ed ecco che arrivano altri BOND, non certamente Argentini ma, del Ministro Tremonti che per salvare l’economia di questa povera Italia pensa bene di aprire una linea di credito, con i nostri soldi, alle banche italiane per salvarle dalla bancarotta con l'invito di usare questo credito al fine di consentire alle PMI la possibilità di non chiudere l'attività con conseguente licenziamento dei propri collaboratori. Encomiabile l'iniziativa del Ministro nulla da eccepire, se dobbiamo risalire la china è giusto che tutti diano il loro apporto, a differenza del sistema bancario che, invece di remare a favore a pensato bene di attraccare la nave al molo ed attendere che la tempesta finisca senza dare quell'apporto creditizio alle imprese bisognose, accaparrandosi il T BOND e facendone uso per i loro scopi finanziari, bloccando la ripresa economica e chiudendo i rubinetti del credito alle imprese, non da ultimo alle famiglie sempre più appesantite da spese correnti che erodono lo stipendio. Come si può permettere al potere economico/finanziario di fare il bello e cattivo tempo in uno stato democratico ? Semplice, non andando ad aprire i loro armadi, questa crisi mondiale è stata ben pilotata dalla cosiddetta globalizzazione bancaria per il solo scopo dei propri interessi. Ministro Tremonti ha ricevuto una risposta dall’ABI a riguardo del suo invito ? Penso proprio che, se avrà una risposta arà la solita, " Allo stato attuale della situazione di crisi mondiale, non vi sono risorse finanziarie per un impegno creditizio a breve termine ".

Giuseppe Fusari
Presidente
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